Storie d'impresaTre generazioni di agricoltura, un futuro rinnovabile

Con AideXa, la Società Agricola Rota ha finanziato un impianto da 1 MW per crescere in modo sostenibile
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Tutto è iniziato sulle montagne della Valle Imagna, nelle valli bergamasche. Il nonno di Pietro Rota era un bergamino, una figura antica del paesaggio lombardo, che scendeva a valle con le sue vacche, spostandosi di azienda in azienda.

Col tempo, quella vita si è trasformata in qualcosa di più stabile. Prima il nonno, poi il padre e gli zii, hanno costruito mattone su mattone un'azienda agricola, oggi Società Agricola Rota Luigi e Pietro, in provincia di Lodi. Oggi Pietro porta avanti quella storia e l'azienda è cresciuta fino a diventare una realtà significativa nel cuore della pianura padana: 320 ettari di terreno, 560 mucche da latte il cui latte va alla filiera del Grana Padano, un allevamento di 2.000 suini e 10 dipendenti che ogni giorno tengono in vita questa macchina agricola complessa.

Radici nel territorio, filiera corta

Il latte prodotto dei bovini dell'azienda Rota non finisce in un mercato anonimo: confluisce nella cooperativa locale, che lo trasforma in Grana Padano. È un modello in cui l'azienda agricola è il nodo di una rete più ampia fatta di produttori, cooperative e trasformatori che tiene in vita un'economia radicata nel territorio da secoli.

Un sistema virtuoso, ma non immune alle turbolenze del mercato. Quando la domanda rallenta o i prezzi scendono, l'onda si propaga lungo tutta la filiera, fino ad arrivare all'allevatore. È anche per questo che diversificare, con le rinnovabili, con il biogas, è una necessità strategica per chi vuole continuare a fare parte di questa catena.

Innovare per restare competitivi

Negli ultimi anni l'azienda ha investito oltre 5 milioni di euro: una nuova stalla, un impianto biogas da 300 kW, e un primo piccolo impianto fotovoltaico da 100 kW per l'autoconsumo. Investimenti importanti, in un settore, quello del latte e dei suini, che oggi vive una fase di forte pressione sui prezzi.

"Chi si ferma viene superato dagli altri" dice Pietro con la concretezza di chi ha imparato a fare i conti con il mercato. "A volte bisogna rischiare. Ma se non lo avessi mai fatto, oggi non sarei qui."

Il passo successivo: un megawatt in comunità energetica

L'ultimo grande progetto è un impianto fotovoltaico da circa 1 megawatt, da installare sui tetti aziendali e inserito in una comunità energetica locale. Un investimento strategico: le entrate fisse dall'energia prodotta diventano un contrappeso alla volatilità tipica del settore agricolo, e permettono all'azienda di pianificare con più serenità il futuro.

C'era però un ostacolo: i tetti su cui installare i pannelli non erano ancora di proprietà dell'azienda, rendendo l'operazione complessa da strutturare con processi bancari tradizionali.

Dove entra in gioco AideXa

"AideXa è stata molto flessibile nell'impostare l'operazione, e molto veloce," racconta Pietro. "Ha guardato i numeri, ha avuto fiducia nel progetto. Tutto molto lineare, diverso da quello a cui ero abituato."

La rapidità ha fatto la differenza: c'erano scadenze stringenti da rispettare per l'avvio dei lavori, e il finanziamento di quasi un milione e mezzo è arrivato in tempo. "Posso solo essere contento," conclude Pietro. "Mi sono trovato bene."

Ora l'impianto è quasi pronto. Nei mesi estivi, quando la produzione solare è al massimo, l'azienda Rota inizierà a raccogliere i frutti di una scelta coraggiosa, come tutte quelle che, da tre generazioni, hanno fatto crescere questa famiglia.