I am an AideXerIl finance che innova: la storia di Andrea in Banca AideXa

Dall’idea di fondare AideXa alle sue passioni in montagna: la storia di Andrea Correale, CFO di Banca AideXa
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I am an AideXer

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Andrea, sei Chief Strategy & Financial Officer di Banca AideXa. Qual è il tuo ruolo, nel concreto?

Il mio è un ruolo è sempre stato molto dinamico e versatile nel percorso di crescita di AideXa e richiede di allineare la visione a medio termine con le sfide di esecuzione di breve periodo in un contesto anche esterno di costanti evoluzioni. Nella mia quotidianità interagisco con tutte le funzioni dell’azienda: dalla parte commerciale, operativa, ai progetti e la gestione del rischio. A questo si aggiungono sessioni di problem solving con i colleghi sia su aspetti operativi sia per la pianificazione per definire la traiettoria prospettica. C’è un lavoro di testing e affinamento continuo che richiede rigore nell’analisi dei dati e attenzione costante alla prospettiva futura. Il ruolo è un ponte tra ciò che è stato realizzato e la strada da percorrere che passa da interazioni e confronti frequenti anche con gli investitori e il board.

Che differenza c’è tra lavorare nel finance in una realtà come AideXa e farlo in una banca più tradizionale?

La differenza fondamentale è che qui stiamo tracciando la direzione e costruendo la strada da percorrere, contemporaneamente, costruendo i prodotti e i processi giorno dopo giorno, usando le migliori tecnologie e risorse disponibili. Modelliamo l’organizzazione in base alla direzione strategica che stiamo seguendo e adattare il percorso velocemente, qualora necessario. Inoltre, il team è giovane, energetico e snello. Questo significa scambio informativo continuo, trasparenza, pragmaticità. Le persone più giovani imparano dai senior e viceversa, in una dinamica di interazione molto frequente e intensa rispetto a quanto possa accadere in organizzazioni di maggiori dimensioni.

Oltra al ruolo manageriale, sei prima di tutto uno dei Co-Founder di AideXa e Amministratore della Holding. Qual è stata la scintilla?

A livello personale, l’idea di fare qualcosa di imprenditoriale e innovativo in un settore dove la tecnologia può richiedere più tempo per essere implementata e dove può altresì essere distruptive. E poi, il focus sulle micro e piccole imprese italiane: poter generare un impatto reale sull’ecosistema delle PMI è stato uno dei motivi principali che mi ha spinto ad avviare il progetto e che mi consente di poter dare un contributo alla crescita del sistema paese.

C’è un valore aziendale in cui ti riconosci particolarmente?

La trasparenza. È un valore che viviamo ogni giorno: la condivisione delle situazioni, positive o negative, è ampia e naturale, sia all’interno della banca sia verso l’esterno. Questo favorisce l’allineamento agli obiettivi e la collaborazione dove è necessario affrontare sfide complesse che richiedono il contributo e la prospettiva di tutti per essere messe a fuoco e indirizzate.
A questo si affianca l’onestà intellettuale, un principio a cui tengo molto e che guida il modo in cui prendiamo decisioni e ci confrontiamo. Sono due valori che sento miei e che rappresentano bene l’identità di AideXa e la mia persona.

Qual è un progetto di cui sei particolarmente orgoglioso?

Sicuramente la fase di set-up e la costruzione del nostro modello integrato di onboarding e credit scoring digitale: è l’elemento fondativo e innovativo di AideXa fin dal primo giorno.

E prima di AideXa? Com’è iniziato il tuo percorso nel mondo finance?

Ho un background ingegneristico, ma sono sempre stato appassionato di strategia e finanza. Ho iniziato nel team del CEO staff di una grande banca. Poi ho cercato e sperimentato contesti più dinamici: prima nel team di Corporate Finance di PwC in Italia, dove mi sono occupato di operazioni straordinarie nel settore finanziario, e poi Oliver Wyman, con un focus anche internazionale su banking, regulatory e restructuring.

Sono stati anni intensi, che mi hanno permesso di crescere e che hanno alimentato anche il desiderio di fare qualcosa di impatto imprenditoriale: desiderio che ha portato alla nascita di AideXa.

Se non avessi lavorato nel mondo bancario, cosa avresti fatto?

Probabilmente sarei rimasto nell’ambito dell’innovazione e della tecnologia, magari applicato al settore dei Servizi o del Real Estate, che mi ha sempre attratto.

Cosa ti appassiona al di fuori del lavoro?

Sicuramente la natura. Trascorrere il tempo in montagna (meglio), sia d’estate sia d’inverno. Stare all’aria aperta è qualcosa che mi rigenera molto e mi da occasione di pensare in modo ampio e creativo. E ovviamente trascorrere tempo con la mia famiglia. Tra gli interessi più particolari, mi appassiona il mondo degli investimenti immobiliari e delle ristrutturazioni. E poi lo sport, soprattutto lo sci e il basket che ho praticato per tanti anni con intensità.